L'acquisizione immobiliare oggi è un artigianato: dipende da chi la fa, dal suo carattere, dalla sua rete e da quanto ha dormito quella notte. Noi vogliamo che diventi un processo. Una cosa che si può descrivere, misurare, correggere e ripetere.
Siamo programmatori, e lo siamo ancora. Dentro un'agenzia immobiliare vogliamo costruire un sistema di acquisizione: non un metodo magico che funziona un mese, ma un processo che dura nel tempo e che si può misurare. Per questo partiamo dai dati, quelli dell'Istat e quelli OMI, e alla prima chiamata non arriviamo a mani vuote: ti presentiamo un business plan. Quanti incarichi ne usciranno non lo sappiamo, e non te lo promettiamo.
Il motivo non è tecnico, è molto più semplice: un agente immobiliare non ha nessuna prevedibilità, e un mestiere senza prevedibilità logora le persone prima che i conti. Fra le cose che ci hanno detto gli agenti, questa è quella che ci ha fatto capire di cosa stiamo parlando: "vado a fare la spesa e ci penso due volte prima di comprare più pasta per i miei figli".
Non promettiamo di risolvere questo. Diciamo che è il problema su cui lavoriamo, e che la direzione è una sola: sostituire la fortuna con un processo, un pezzo per volta.
Siamo due tecnici in un settore che si muove piano, e ci siamo entrati per questo. E l'immobiliare è solo l'inizio: il problema di trovare le persone che hanno un bisogno prima che lo dichiarino non è un problema immobiliare. Però si risolve un settore per volta, e il nostro oggi è questo.